Una campagna di crowdfunding si pone l’obiettivo di raccogliere, in un determinato tempo x, una quota y: per farlo il progettista ha bisogno di una idea vincente, si, ma soprattutto di una buona dose di coraggio e conoscenze basilari di marketing. Perché rendere appetibile l’idea può dipendere dalla realizzabilità e dalla possibilità che ha quel prodotto di soddisfare un bisogno, ma venderlo, e nel caso del crowdfunding raccogliere denaro, è tutt’altra cosa.
Saper gestire il proprio spazio web su una piattaforma di settore, rendere il progetto partecipativo e condiviso probabilmente vi farà vincere la sfida.

 
Oggi si parla di fattore emozionale: le persone, sempre più sole dal punto di vista dei rapporti umani, hanno bisogno di sentirsi parte importante e costruttiva di qualcosa, di iniziative delle quali ne possono apprezzare i valori ma soprattutto l’utilità: il miglior modo possibile è quello di creare una sorta di ponte tra l’utente finale e il progettista, nella fase di raccolta della donazione.

 
E inutile rimarcare l’arcinoto argomento dell’importanza della comunicazione: mi preme più che altro invece evidenziare le possibili problematiche a cui va incontro una campagna di crowdfunding che a mio avviso sono insite nello strumento che viene utilizzato: il web !

 
Sembra strano additare come “problema” il web e il suo utilizzo per iniziative di raccolta fondi, in un epoca che più tecnologica non si può.

 
Ebbene, i dati che si raccolgono nei censimenti sull’alfabetizzazione informatica in Italia (perché qui vogliamo parlare del ritardo italiano in materia) sono abbastanza eloquenti al riguardo: secondo i dati della ricerca Istat “Cittadini e Nuove tecnologie”, gli analfabeti digitali in Italia rappresentano il 37 % della popolazione, dato che arriva al 66% se si considera chi, nonostante abbia accesso ad Internet, non è in gradi di effettuare talune operazioni per mancanza di competenze informatiche.

 
I motivi sono da ricercare innanzitutto nella scarsezza di competenze acquisite in materia dagli utenti, dalla mancanza di programmi scolastici seri e di fondi ad hoc indirizzati all’acquisizione di padronanza nella materia informatica da parte delle giovani generazioni. Non da meno, la lentezza del processo di alfabetizzazione informatica e digitale è dovuta a vari fattori, alcuni dei quali hanno dietrologia politica (scarso intervento del governo in materia; mancanza di infrastrutture informatiche adeguate; compagnie telefoniche che per lucrare sul mercato “mobile” finiscono con ‘ostacolare lo sviluppo della banda larga); altri insiti ancora nelle persone che sembrano non sapere che farsene di internet e dei servizi annessi.

 
A fronte di un ambiente che da economista userei definire turbolento, ho sviluppato una linea di analisi di tipo SWOT, mutuata dal marketing, per aiutare progettisti ed ideatori ma anche i donatori e i finanziatori a capire meglio quali sono le opportunità, le minacce e le problematiche con cui confrontarsi e scontrarsi nel lanciare una campagna di crowdfunding in Italia. E questo, tenendo in considerazione lo stato dell’arte del mercato crowdfunding in Italia, il suo sviluppo nel contesto del Bel Paese e gli stakeholders che a vario titolo influenzano il settore. Convinto di aver dato, comunque, un contributo utile a chi desidera affrontare l’avventura della raccolta fondi !

 

ANALISI SWOT in fase per-lancio di una campagna di crowdfunding in Italia

STRENGHT: Punti di forza
– mercato in piena evoluzione e ancora in fase di start-up;

– contendibilità del mercato da parte di numerosi operatori in grado di utilizzare la piattaforma social;

– copertura di vari segmenti di mercato dove ricercare il possibile business quali ad esempio il settore artistico, energetico, per il sociale o il tecnologico;

– lo sfruttamento dei social network per lo sviluppo dei progetti e la loro promozione sui mercati;

– fattore emozionale della presentazione di un progetto “aperto” sul web;

– azzeramento di ostacoli burocratici;

– possibilità di raccogliere capitali a fondo praticamente perduto.

– paperless: tutto on line.

WEAKNESSES: Debolezze
– non completa alfabetizzazione informatica in Italia;

– non completa copertura del cablaggio wi-fi in moltissime città italiane;

– il mercato del crowdfunding è ancora poco conosciuto, così come i confini;

– problematiche legali alla tutela dei diritti dei progettisti così come per i finanziatori/donatori;

– mancanza di seri ed incisivi programmi di alfabetizzazione informatica in età scolastica e mancanza di infrastrutture informatiche adeguate a tutti i livelli.

THREATS: Minacce
– contesto competitivo;

– possibile normatizzazione del mercato e nascita di “fastidiosi” vincoli;

– resistenze all’utilizzo di internet come fenomeno di raccolta di capitali;

– incompleta diffusione di internet.

OPPORTUNITIES: Opportunità
– mercato aperto a chiunque possa mettere a disposizione una piattaforma, un sito e una organizzazione che si occupi dei progetti in rete;

– sfruttare la quasi totale mancanza di una regolamentazione per penetrare con forza in alcuni segmenti e proporsi come leader di settore.